Un weekend in barca a vela

L’anno scorso, alla festa della scuola, ho vinto alla lotteria un magnifico premio: un viaggio in barca vela. Un venerdì pomeriggio con mia madre sono partito per la Liguria, destinazione Porto Venere, dove abbiamo pernottato in un ostello nell’attesa di imbarcarci. Il sabato ci siamo presentati al molo dove ci aspettava la barca a vela con il suo skipper, Dario.
Qui abbiamo fatto conoscenza con altri tre signori, che avrebbero fatto parte del nostro equipaggio.
Dario ci ha diviso in gruppi e a ciascuno di noi ha assegnato alcuni compiti da rispettare prima e durante la navigazione; io, la mamma e un altro ci siamo occupati della cambusa (dispensa), mentre gli altri più esperti preparavano la barca per la partenza.
Alla fine siamo salpati. Il mio compito durante la navigazione era quello di tirare e lasciare il “fiocco” di destra (la prima vela guardando frontalmente) nelle virate. Sulla barca ci sono due fiocchi, uno a destra e l’altro a sinistra, che fanno parte della velatura e che vengono manovrati in modo diverso a seconda della direzione che deve prendere la barca.
Sabato il vento è stato favorevole, così ci ha permesso di navigare in tutta tranquillità lungo tutta la costa delle Cinque Terre: uno spettacolo favoloso visto dal mare.
Purtroppo verso le 17.30 siamo dovuti rientrare in porto perché iniziava a piovere; meno male perché ero stanco morto. Dopo aver ammainato tutte le vele prima che il mal tempo le strappasse, siamo scesi a terra per riposarci, cenare e passeggiare.
Poi siamo rientrati in barca per dormire, la cuccetta mia e di mamma era a prua, la punta della barca, ed era anche molto stretta, ma dopo poco tutti dormivano nei nostri sacchi a pelo dondolati dal mare.
All’indomani mattina ci siamo svegliati di buon ora per salpare e fare l’esercitazione “uomo in mare “.
Dario ha annodato due grossi galleggianti assieme per simulare un uomo caduto in mare e abbiamo fatto tutte le manovre dalla barca con un’asta uncinata dal nome “mezzo marinaio”, con la quale dovevamo agganciare i due galleggianti per recuperarli.
Infine siamo rientrati prima in porto e poi nelle nostre case. Questa nuova e bellissima esperienza, anche se stancante, resterà impressa nella mia memoria per tutta la vita.

Daniele 2 E Tabacchi

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