Una gita a Crespi D’Adda

Facciata principale della fabbrica

Crespi D’Adda? Davvero una bella scoperta! È il 16 novembre scorso e con le classi terze delle sezioni A, C, D, siamo andati in gita in questo paesino industriale in provincia di Bergamo. È un vero e proprio villaggio fondato nel 1878 da una famiglia di commercianti tessili, chiamati Crespi, che abitavano a Busto Arsizio. Nello specifico, il fondatore fu Cristoforo Benigno Crespi che riuscì a realizzare il villaggio sfruttando l’energia idromeccanica ricavata dalla corrente dell’omonimo fiume per fare funzionare una fabbrica che lavorava il cotone. Per migliorare la produttività degli operai, Crespi decise di costruire loro delle case vicino alla fabbrica perché l’industriaera lontana da tutte le cittadine della zona. La chiesa, all’interno del villaggio, è molto simile a quella di Busto Arsizio. Vicino alla chiesa si può notare un albergo per i commercianti che venivano a Crespi per comprare la merce. Non mancava nulla in questo paesino. L’istruzione era privata, visto che Crespi non era un comune, anche se gratuita per i figli degli operai.

Cupola interna della chiesa

Gli anni obbligatori di scuola erano tre e quindi a dieci anni si doveva già andare a lavorare in fabbrica. Per le ragazze c’era l’opportunità di seguire un corso per imparare a ricamare e a svolgere altre faccende domestiche. La scuola comprendeva anche l’asilo. Come luoghi di ritrovo, per le donne c’era un lavatoio coperto con l’acqua calda per lavare i panni, mentre per gli uomini esisteva un piccolo bar nel centro del paesello. Sul muro esterno

Lavatoio

Cimitero e mausoleo

della fabbrica è raffigurato un logo formato da figure geometriche: un cerchio racchiuso in due quadrati intersecati per simboleggiare la perfezione del villaggio. La lavorazione del cotone partiva dalla cardatura (si pulisce il cotone tramite “pettini” naturali ricavati dal cardo), filatura, tessitura (un telaio meccanico incrocia la trama) e il fissaggio (si colora il tessuto). Ogni reparto si sviluppava orizzontalmente e sopra ognuno si trovava un grande lucernario che garantiva l’illuminazione. Di fianco alla fabbrica, poi, era situato un piccolo ospedale con la stessa forma e struttura delle case. C’era anche un cimitero con un enorme monumento funebre di alto valore religioso nel quale è sepolta la famiglia Crespi e gli operai. A tutt’oggi il borgo è ancora abitato e conserva intatte tutte le caratteristiche dell’epoca in cui fu costruito. Nel 1995 è stato proclamato patrimonio

Villa di dirigente

dell’Unesco in quanto “Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, e più completo e meglio conservato del Sud Europa”.

Andrea 3ªC Tabacchi

foto di Davide 3 C tabacchi

Altre foto : https://ilblogdifuoriclasse.wordpress.com/foto/

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Categorie: Arte&Cultura, Cronaca in Classe, Geografia, Storia | Tag: , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Una gita a Crespi D’Adda

  1. aNdRe

    beeeelleee le fotooooo!!!
    mi fanno pensare all’estate,cn le vacanze…sigh!!!!:'(

  2. Aileen M.

    Bello l’articlo! 😉

  3. Gennyst

    grandi i miei 2 compagni 😉

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