Memoria all’Auditorium

foto di Niki M. 3^D Tabacchi

“Esiste una forza vitale, un’energia, un impulso che viene trasformato in azione attraverso di te, e poiché tu sei unico nella storia del mondo e in tutti i tempi, questa espressione ne sarà unica ed irripetibile”.

Questo l’incipit di “La Memoria”, spettacolo cui hanno partecipato alcune classi terze della nostra scuola.
“Esiste una forza vitale, un’energia, un impulso che viene trasformato in azione attraverso di te, e poiché tu sei unico nella storia del mondo e in tutti i tempi, questa espressione ne sarà unica ed irripetibile”. Con questa frase, lo scorso 27 gennaio è iniziato lo spettacolo “La memoria” tratto d un’ode di Viktor Ullmann presso l’Auditorium Verdi di largo Mahler, per ricordare il giorno della memoria, data in cui gli ebrei sono riusciti a scappare dal campo di sterminio di Auschwitz, in Polonia, per correre verso la libertà e una nuova vita. La musica che si ascoltava aveva quasi un effetto di immagine. Lo spettacolo, infatti, è stato apprezzato sia per la
grande musica del compositore Viktor Ullmann, ma anche per le frasi profonde e significative che ci hanno fatto riflettere. Ullmann era vissuto in quegli anni, deportato nel campo di concentramento di Theresientadte prima di essere stato ucciso compose un melologo di straordinaria bellezza dal titolo Canto di amore e morte dell’alfiere Cristoph Rilke, un’ode sull’innocenza. Ci hanno raccontato che in questo campo venivano relegati gli ebrei artisti, così che durante le

foto Niki M. 3^D Tabacchi

ispezioni naziste potessero con la loro musica coprire le urla disperate dei prigionieri. L’interpretazione della composizione è stata realizzata dal pianista Filippo Faes e dall’attrice Beatrice Niero. Grazie a questo brano ci siamo immersi in un passato di guerra e morte, ma anche di libertà e voglia di vivere. “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla”. (Roberto Saviano, citando Beowulf). E come dare torto alle parole di Saviano citato in scena per delineare la figura del pensiero di Hitler?

Luca P. 3^D Tabacchi

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