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Quel Fuoricl@sse del nostro dirigente!

Una rappresentanza della nostra redazione incontra il Dirigente Arch. Giuseppe Vincolo. «Alle difficoltà bisogna rispondere con grande volontà e sforzo», ci dice. Tanta emozione ma una gran bella esperienza per la nostra prima intervista

È arrivato il nostro primo momento ufficiale. La nostra prima intervista. Che emozione e quanta agitazione. Sono le ore 10 e stiamo per entrare in un’aula della nostra scuola che forse ci fa più paura di tutte le altre: la presidenza. Ad aspettarci il Dirigente Scolastico, arch. Giuseppe Vincolo. E così siamo entrate, tremanti ma consapevoli del nostro ruolo. Ci ha accolto con quel sorriso rassicurante, ci ha stretto la mano come se fossimo delle “vere” giornaliste e ci ha mostrato il suo studio, facendoci accomodare in quello che lui ha chiamato il suo «tavolo da lavoro», dove si svolgono le riunioni «ufficiali». Strana quanto emozionante atmosfera. Essere lì in così tanta considerazione è stata una vera scoperta.
Cosa significa fare il preside?
«Significa essere come un “pater familias”, quasi il papà di questa grossa famiglia, colui che è preposto a risolvere in qualche modo i problemi che nascono all’interno della scuola. Dovrei sintetizzare questa figura paterna, capendo cosa succede ai “miei figli” e impartendo anche eventuali punizioni quando è necessario. E poi rappresento la scuola anche all’esterno dell’edificio, negli incontri con le Istituzioni, con il Sindaco, all’Ufficio Scolastico Provinciale. La figura del preside oggi è sempre più complessa, scontrandosi spesso con l’attuale crisi economica».
Cosa lo ha spinto a fare questo mestiere?
«Un po’ l’amore per la scuola e un po’ l’incoscienza. Ricordatevi che non sempre si può rispondere alla vita facendo ciò che semplice o ciò che utile per noi, ma bisogna fare delle scelte in modo da dare spazio anche a chi ti sta vicino».
È difficile fare questo lavoro?
«Complesso e molto difficile, ma non impossibile. Io, poi, ho due scuole e quindi tutto si complica. Ma non metto i remi in barca e ce la metto tutta».
Com’è cambiato il modo di vivere oggi rispetto a quando lei era adolescente?
«Tantissimo. Il cambiamento non è solo rapportabile a quelli che sono gli strumenti tecnologici di cui noi oggi ci forniamo. L’uso di Internet, del cellulare, del pc hanno mutato il nostro modo di vivere e il rapportarci a tutto ciò che ci circonda. La scuola è cambiata anche perché è cambiato il mondo. La scuola è la realtà con tutti i problemi che essa porta».
È cambiato anche il modo di studiare?
«Sì. Quando avevo la vostra età, facevamo le ricerche attraverso le enciclopedie che spesso erano vetuste. I nostri lavori, quindi, spesso non erano concretamente funzionali. Voi attraverso Internet, i cd multimediali, la LIM, riuscite a spaziare in un modo molto interessante, apportando interattività nel rapporto tra il docente e l’alunno».
Le piaceva studiare?
«Sì. Non sono mai stato un “secchione”. Ero molto attento in classe. Dovevo capire cosa l’insegnante volesse da me. Bisogna entrare in relazione con l’insegnante e questo lo si può fare con l’attenzione. A casa poi riuscivo a seguire i miei hobby. Le mie materie preferite erano la matematica e l’arte. Con queste passioni ho indirizzato i miei studi, laureandomi in architettura. Mi firmo sempre “arch.” non per fare vedere chi sono io, ma per dimostrare che nella vita sono anche “altro” trasmettendo voglia che si possono fare tante cose: nella vita bisogna allargare gli orizzonti. È un frase emblematica che riassume il nuovo modo di vedere la realtà: quando Monti sostiene che bisogna spaziare e non legarsi a un solo lavoro, dice il vero. La società oggi vi chiede molto di più. Oggi non basta laurearsi, ma allargare gli orizzonti ed essere aperti a ciò che il mondo vi chiederà».
Come si trova in questa scuola?
«Bene. Non è facile. Fino a poco tempo fa c’era un’altra preside e io sono nuovo. Ognuno di noi ha il suo modo di fare scuola. Come tutti gli inizi, non è semplicissimo».
Le piace il nostro giornale online?
«Mi piace molto. Grazie per quello che state facendo. Non demordete. Poco fa mi sono venuti a trovare un gruppo di psicologi che ci forniranno “pillole di saggezza” attraverso frasi che pubblicherete nel blog e che ci daranno delle chiavi di lettura della realtà».
Aspettiamo presto un suo articolo. Quando lo potremo pubblicare?
«Scriverò presto. Vi manderò un mio pezzo sul caldo e sul freddo. Il caldo nei nostri cuori e il freddo che si può incontrare fuori. Alle difficoltà bisogna rispondere con grande volontà e sforzo. Solo così si possono affrontare tutti i problemi del mondo. Non è utopia ma realtà».

Aileen 1ªD, Andrea e Giorgia 1ªC Tabacchi

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