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La musica in lutto: Addio a Lucio Dalla

Si è spento a Montreaux in Svizzera a causa di un infarto durante il suo tour europeo. Avrebbe compiuto 69 anni domenica 4 marzo. Diceva che non aveva paura della morte e che quando l’avrebbe incontrata sarebbe iniziato il suo “secondo tempo”. Dal Cantagiro del 1964 a oggi, quasi cinquant’anni di carriera indimenticabile.

Ha cantato la musica come pochi. Con lui se va uno dei grandi maestri della canzone italiana. È stato stroncato da un infarto mentre si trovava a Montreaux, in Svizzera, per una serie di concerti. Aveva 69 anni, li avrebbe compiuti il 4 marzo, come una delle sue canzoni più famose. Se ne va uno degli artisti più amati ed eclettici della canzone del nostro Paese. Nel 2003 era stato ricoperto dal titolo di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Umile e riservato, l’avevamo visto l’ultima volta nel doppio ruolo di autore e di direttore d’orchestra con “Nanì” nell’ultima edizione del Festival di Sanremo con Pierdavide Carone, dove aveva colpito per il suo saper stare anche in secondo piano. Tanti i commenti pieni di commozione a partire dal mondo della politica:
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commenta: «Autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. È stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni»
«Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande…» (Eros Ramazzotti)
«Lucio no, proprio non me l’aspettavo! L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava “Com’è Profondo Il Mare”, 30 anni fa. Lo stesso che cantava “Paff Bum” con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l’onore di suonare in 2 mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista. Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso…» (Eugenio Finardi)
Messaggi di cordoglio anche da parte di Gianni Morandi, Pippo Baudo, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni e Renzo Arbore. Il “Caro amico” Francesco De Gregori sceglie il silenzio.
Diceva che non aveva paura della morte e che quando l’avrebbe incontrata sarebbe iniziato il suo “secondo tempo”. Addio Lucio!

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La redazione di Fuoricl@sse e di Simphonia



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