Ritmi dal mondo

Percussionisti di culture musicali diverse hanno confrontato le loro esperienze. Il risultato? Un mondo di suoni e di ritmi. “La musica è un bene che deve essere diffuso”, ci dicono.

Lunedì 27 febbraio ci siamo recati all’Auditorium di Largo Gustav Mahler dove ci hanno accolto alcuni percussionisti: Kal Dos Santos, brasiliano, Arup Kanti Das, indiano, Mohamed Ba, senegalese, e due italiani, Ivan Fossati e Raffaele Brancati. Loro rappresentavano il Nord, il Sud, l’Est e l’Ovest del mondo. Il musicista che ha coinvolto di più il pubblico è stato quello brasiliano perché suonava strumenti interessanti come il “berimbao”.Ma di strumenti ce n’erano anche altri, come il vibrafono, il djembè (tamburo a calice), la tabla (tamburo indiano).Una frase che ha colpito molto il pubblico è stata: “Il ritmo è il battito della terra e in ognuno di noi c’è esso“. Alla fine ci hanno lasciato con un brano per orchestra ritmica e con questa premessa: “La musica è un bene che deve essere diffuso”.
Dopo la nostra uscita, la professoressa Drufuca ci ha fatto

il djembè

fare un esperimento: la classe si è divisa in quattro gruppi, ognuno dei quali ha preso degli strumenti ritmici e interpretato un brano. Quando i singoli gruppi iniziavano a suonare, la professoressa registrava. Abbiamo osservato come con quattro o cinque strumenti si può creare una stupenda melodia poliritmica.

il berimbau

 Luca P. e Ruben R. 3^D Tabacchi

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Categorie: Cronaca in Classe, Musica&Spettacolo | Tag: | Lascia un commento

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