La passione (non più) nascosta del professore Rondolotti

Rondolotti in azione

Abbiamo intervisto il professore Rondolotti e abbiamo scoperto che è un appassionato di uno sport non molto diffuso: il golf. Domenica ha portato a casa una bella vittoria al circuito Banca Intesa al Golf Club di Margara

Com’è nata la passione del golf?
La mia compagna è una grande appassionata e mi ha trascinato nel vortice di questo meraviglioso sport poco conosciuto e praticato. A onor del vero, tanti anni prima, diciamo una ventina, per fare qualcosa di diverso, avevo cominciato con il prendere delle lezioni, ma non mi ero appassionato più di tanto perché mi sembrava difficilissimo.

Da quanti anni gioca?
Con continuità da 5/6 anni anche se l’idea l’avevo avuta prima.

Quanti trofei ha vinto?
Un paio. Una gara sul putting green e quella “vera” sabato scorso.

Quanto tempo si allena alla settimana?
Se fino ad oggi non ho raggiunto risultati migliori è proprio perché non riesco ad allenarmi con costanza. Ci vuole tanto tempo e difficilmente riesco a ritagliarmi tante ore durante la settimana. E poi sinceramente non mi diverte il campo pratica, mi stufo perché è poco appassionante, si tirano un centinaio di palline in un prato come fossero proiettili. Sarebbe bello invece percorrere alcune buche, magari insieme a qualcuno che possa consigliarti.

Che gara ha vinto?
Era una gara del circuito Banca Intesa giocata presso il Golf Club di Margara in provincia di Alessandria, un bel campo con tutti i tipi di difficoltà. Con acqua da superare, fianchi di montagna, bunker e green difficili, in questo caso, lenti o veloci a seconda del passare delle ore. Il sole gli asciugava e la pioggia li allentava.

Si aspettava di vincere?
Sinceramente no, anche se sapevo di aver giocato benino: con 35 punti di solito non si vince ma è un buon risultato. Ho avuto un blackout su 3/4 buche nel 2° giro, altrimenti avrei vinto anche l’assoluto mentre ho vinto nella mia categoria.

Dove si allena? È difficile trovare campi da golf?
Il mio campo di riferimento è a Villa Paradiso, un campo ai limiti della provincia di Milano, verso la bergamasca. E’ facile da raggiungere con l’autostrada, uscita di Trezzo d’Adda, dopo una decina di km nella campagna. Il campo è interessante è stato disegnato in una vallata, è piuttosto piatto e costeggiato dal fiume Adda, infatti si trova nell’omonimo Parco naturale. Oggi non è difficile come una volta trovare un campo, perché c’è più richiesta da parte di un pubblico appassionato, mediamente ne possiamo trovare uno ogni 50 km, soprattutto in Lombardia. Certo non è come nel Regno Unito o negli USA ma il movimento sta crescendo.

Quanto dura una partita di golf?
Tra le 4 e le 5 ore. Dipende dalla velocità dei team che ti precedono. Pensate che se si è troppo lenti scatta inizialmente un’ammonizione e in seconda battuta la squalifica. E’ difficile mantenere la concentrazione per tante ore perché appena si abbassa la guardia le palline partono in tutte le direzioni tranne che in quella giusta.

In media, quanto è grande un campo?
Un percorso da championship, cioè dove si possono organizzare tornei, deve avere 18 buche, con una lunghezza compresa tra i 5500 e i 7000 m. Ogni buca ha la sua difficoltà (definita dall’handicap) e la sua lunghezza dai 100/120 ai 500/550 m. La lunghezza definisce il par che identifica in quanti colpi deve essere completata.

Quali sono gli ostacoli peggiori da superare?
E’ una questione personale. Personalmente ho paura matta dell’acqua. Quando mi trovo davanti a un laghetto da superare (almeno 70/80 m di superficie) ho la propensione a spaventarmi e ci finisco regolarmente dentro. Forse mi piace vedere gli spruzzi! Peccato che così facendo prendo 1 colpo di penalità, perdo la pallina e devo rifare il colpo.

Marta 1 D, Tabacchi

Categorie: Interviste, Sport | Tag: , , , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “La passione (non più) nascosta del professore Rondolotti

  1. Pingback: La passione (non più) nascosta del nostro professor Rondolotti | Simphonia

  2. pietrola

    ahahahahah non l’avrei mai detto… :DDD ahahahah

  3. Aileen M.

    Hahahaha! E’ già!

  4. Pingback: Ciao Giancarlo | il giornale on line

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