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Scuola Natura: il racconto della 3^D

Tre giorni immersi nella natura, lontani dal grigiore milanese. A Zambla, un’esperienza meravigliosa tra orienteering, attività ludiche, osservazione della lavorazione del formaggio e visita nella miniera.

Il 2 Aprile la classe 3 D è partita per scuola natura a Zambla Alta, una piccola località in provincia di Bergamo dove ci rechiamo ormai da anni.

Quando siamo arrivati abbiamo preso posto in camera da letto abbiamo pranzato e nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per le vie del paesello: c’è chi ha giocato a calcio, chi ha giocato a pallavolo e chi con un cane cui noi abbiamo dato il nome, Bella. Dopo una doccia e una cena abbiamo fatto la caccia al tesoro. La mattina seguente siamo andati da una signora di nome Silvia che ci ha mostrato la lavorazione del formaggio. Nel pomeriggio abbiamo fatto l’orienteering e la sera la discoteca. La mattina del 4 siamo andati in miniera dove ci ha accolto Roman e ci ha fatto visitare tutte le gallerie. Nel pomeriggio prima dell’addio con il nostro grandissimo educatore Matteo, ognuno si è impegnato nella costruzione di oggetti come una casetta, un portapenne, e altro. Verso le 5 siamo ripartiti per Milano. E’ stata un’esperienza meravigliosa sia per i giochi e le nuove cose scoperte e sia per ricordarci che oltre al grigio di Milano esiste anche il verde della natura.


PREPARAZIONE DEL FORMAGGIO. La signora Silvia ci ha spiegato che il latte viene messo nelle ramine e in un luogo fresco. La mattina dopo si spanna il latte con la schiumarola e lo si mette nel calderone. Si fa riscaldare fino a 36°- 37°, si toglie il calderone dal fuoco e si aggiunge il caglio che fa addensare il latte. Quando il latte è cagliato si toglie con un’asta di legno: a questo punto con le spine si sminuzza la cagliata, questo serve per separare la parte grassa del latte dalla parte magra, il siero. Si porta il calderone sul fuoco e si rimescola la cagliata fino a 45° mescolando con la rondella. Dopo che si toglie il calderone dal fuoco si mescola velocemente con il manico della rondella. Il casaro la riunisce e la schiaccia con le mani perché assuma una forma tondeggiante. Un telo di lino a trama larga viene calcato sul fondo della caldaia, la cagliata viene avvolta e tolta dal calderone. A questo punto il formaggio viene messo nella fascera di legno. La mattina dopo il formaggio viene portato nella stanza della stagionatura. Il tempo minimo di stagionatura è di circa due mesi.

Ruben R., 3ª D Tabacchi

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