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Ilva: una tragedia da evitare

Un fatto di cronaca che ha destato molta attenzione e partecipazione. Un’esplosione che non si sarebbe dovuta verificare. Il ministro Clini dice che “è possibile far coesistere la protezione dell’ambiente e della salute”

TARANTO. È stata una notizia che ha fatto riflettere tutti sulla attuale condizione di lavoro e, ancora oggi, a distanza di giorni, se ne parla. Il 3 ottobre 2012 un operaio dell’Ilva (una società che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio) ha subito ustioni di primo grado a causa di un’esplosione con fuoriuscita di scorie incandescenti di un contenitore Grf (gestione recupero ferro), uno di quelli sottoposti a sequestro dalla magistratura. L’uomo sarebbe stato investito dalle scorie mentre era a bordo di una escavatrice, scoppiate a contatto con il terreno umido. Sul caso, il Ministro dell’Ambiente, sostiene che “è possibile far coesistere la protezione dell’ambiente e della salute con la crescita economica, e perciò superare il conflitto tra lavoro e salute”. Questo è solo uno dei casi in cui le condizioni di lavoro non sono sempre sicure e protette. Spero che queste tragedie non si verifichino più.

 Renato F., 1^C Tabacchi

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