Se questi non sono atti di fedeltà…

Vi raccontiamo due casi di estrema fedeltà da parte di animali domestici, per tanti versi simili tra loro, pur se distanti dal punto di vista genetico, uno è successo in Toscana l’altro in Puglia.

Toldo, gatto bianco e grigio di quattro anni, di Montagnana (Pistoia), dalla morte del suo padrone, nel settembre del 2011, ogni giorno si reca sulla sua tomba a depositare foglie, stecchi, rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta, come fossero piccoli doni. Renzo, il suo padrone, era molto legato a Toldo, lo aveva prelevato da una colonia felina all’età di tre mesi. Quello di Toldo è davvero un caso singolare. Tutto iniziò il giorno stesso del funerale che Toldo seguì fino al cimitero; anche se la cosa non aveva destato particolare stupore. Dal giorno successivo, ecco il primo segnale che stava accadendo qualcosa di insolito. Chi quel giorno era stato al cimitero aveva trovato sulla tomba un rametto di acacia. La sera stessa il genero del defunto, recatosi al cimitero, trovò Toldo proprio lì, a fare la “guardia” al suo padrone. Da allora la storia è continuata ed è rimbalzata alle cronache. In paese lo sanno tutti. L’hanno visto tante persone. La vedova conferma che: “non solo viene con me ma, spessissimo, va solo. Non so che dire. Mio marito era molto affettuoso con lui. Renzo amava gli animali. È quasi come se Toldo volesse essergli riconoscente. È un gatto speciale, non si può che volergli bene”. A San Donaci, in provincia di Brindisi, colpisce la storia di un cane, Tommy, che si accuccia ogni giorno, durante la messa, sotto all’altare dove il giorno del funerale c’era il feretro del padrone. Si mette accanto al parroco, come in preghiera, forse con la speranza di far tornare il suo padrone morto da anni, che aveva dedicato parte della sua vita agli amici a quattro zampe. Li raccoglieva per strada, li curava, li nutriva e loro ricambiavano con la compagnia e l’affetto. “Ho da poco perduto il mio cane, investito da un’auto – racconta il sindaco Domenico Serio – e qualche giorno fa mentre ero a passeggio con mia moglie mi sono imbattuto in Tommy, abbiamo pensato subito di adottarlo. Quando lo abbiamo chiamato ci ha allungato la zampa, in modo molto famigliare e ci siamo diretti verso casa. Lungo il percorso gli si sono avvicinati il venditore di panini, il macellaio ed altri. Così mi sono accorto che la gente dell’intero paese lo avevo già adottato, e non ho avuto cuore di strapparlo alla comunità. I bambini gli hanno anche trovato un posto dove dormire: Tommy deve restare il cane di tutti”.

Pietro Z., 2^D, Tabacchi

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