Un cippo per Alfredino

MILANO. Una cerimonia commemorativa per ricordare un bambino, e purtroppo non l’unico, che ha subito torture e la conseguente morte solo perché considerato di razza inferiore. Lui si chiamava Alfredino, di origine ebraica, ucciso ad Auschwitz il 30 giugno del 1944. Aveva 9 anni e tre mesi quando, insieme alla mamma e alla nonna, fu deportato da via Luisa Sanfelice 12, vicino ai giardini di piazzale Martini, ad Auschwitz. Fu ucciso solo perché di origine ebraica. Tutti i bambini sotto i 15 anni, infatti, venivano immediatamente uccisi una volta giunti nel campo di sterminio o finivano come “cavie” umane nel laboratorio di Mengele, il medico criminale nazista. Per lui, in piazzale Martini, è stato apposto un cippo per ricordarlo.

La Redazione 

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