L’otarda ubara: il maschio vanitoso che invecchia prima

 

E’ una specie di uccello nordafricano, per il quale troppe danze di corteggiamento finiscono per danneggiare la fertilità

Una vita di passione, alla fine si paga, anche se sei un maschio di otarda ubara, un uccello somigliante alla gru che vive nell’Africa del Nord.
I maschi di otarda ubara che si impegnano di più nel corteggiamento quando sono giovani sono avvantaggiati rispetto ai loro colleghi più pigri: possono contare infatti su un’ottima qualità di sperma. Alla fine, però, dopo tutte le energie spese nei rituali d’accoppiamento, sono loro ad avere la peggio perché la loro produzione di spermatozoi risulta più povera rispetto a quella dei rivali più timidi.
Vivere, in natura, è difficile, così alla fine si deve trovare il giusto compromesso tra i benefici immediati che un certo comportamento può portare e il prezzo da pagare in futuro”, spiega il biologo Gabriele Sorci.
Poiché in natura, nella difficile lotta per la sopravvivenza la probabilità di morire giovani è molto alta, la tattica adottata dai maschi più esibizionisti si rivela paradossalmente più conveniente: “ottenere subito dei vantaggi e pagarne il costo più tardi è la strategia migliore”. Dice Sorci.
I maschi di otarda ubara, per riuscire a ottenere la femmina hanno un metodo molto particolare, caratterizzato da lunghe esibizioni che durano anche per sei mesi all’anno, sfoggiando la sua appariscente e bellissima cresta di piume, bianche e nere. Ma è solo l’inizio: il bello arriva quando il maschio inizia a correre su e giù, in maniera del tutto casuale e incontrollata, magari attorno a un masso o a un cespuglio. Questa danza rituale è accompagnata da particolari segnali, così profondi da essere difficilmente percepiti da un orecchio umano. Alla fine saranno proprio i maschi più forti e robusti, che corrono senza sosta, a conquistare le femmine, ormai innamorate.

Mara Kitharatzis, 1^D, Tabacchi

Categorie: Scienza&Tecnologia | Tag: , | Lascia un commento

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