In che modo vorrei cambiare il mondo

 

Aumentare le tasse ai ricchi e diminuirle ai poveri: è giusto?

Se dovessi cambiare il mondo, non avrei dubbi su come farlo.
In ogni quartiere metterei a disposizione dei cittadini: centri sportivi, parchi dove tutti possano passeggiare, leggere seduti su una panchina o andare in bicicletta grazie alle piste ciclabili, come nel resto della città. Tutte le strutture, pubbliche o private, sarebbero immerse nel verde. Per esempio, se un malato sdraiato sul letto di un ospedale, guardasse fuori delle ampie vetrate, anziché vedere una città grigia, sporca e inquinata, vedrebbe una città pienamente integrata con il verde e il suo cuore si riempirebbe di gioia.
Il mondo potrebbe chiamarsi “Green World” e gli extraterrestri direbbero: “ehi ragazzi, andiamo a visitare “Green World”, dicono che sia il pianeta più verde di tutto l’universo!”.
In tutto il mondo le case avrebbero massimo quattro piani, eccetto i paesi molto popolati come Tokio, dove vi possono essere anche i grattacieli, altrimenti l’estensione delle città coprirebbe gran parte del territorio. Ogni casa sarebbe costruita con ampie vetrate da cui passerebbe tutta luce del sole possibile. Riguardo alla domanda se è giusto alzare le tasse ai ricchi e diminuirle ai poveri, personalmente sono d’accordo. Uno Stato ha bisogno che tutti paghino le tasse per poter offrire servizi quali: scuole, ospedali e mezzi di trasporto. Ma non tutti possono pagare la stessa cifra perché ognuno dispone di mezzi economici differenti. Se ci fosse una tassa uguale per tutti, i poveri sarebbero sempre più poveri mentre i ricchi sarebbero sempre più ricchi perché accumulerebbero sempre più soldi e la tassa, per loro, diventerebbe insignificante. La società si stratificherebbe e perderebbe, per esempio, ricchezza culturale. Non ci sarebbero pari opportunità per l’accesso agli studi, i meno abbienti, lavorando, non potrebbero frequentare le aule. Bisogna credere in una democrazia giusta, pagare in ragione delle proprie possibilità e ricchezze e quindi accedere con la coscienza in pace a tutti i servizi che lo stato deve poterci offrire.

Margherita T., 2^D, Tabacchi

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