Pietro Senaldi a Fuoricl@sse: quando un vicedirettore incontra i piccoli redattori

Intervista esclusiva per l’incontro con il vicedirettore di Libero 

Intervista a Senaldifoto 1MILANO. Molto interessante e istruttivo l’incontro con Pietro Senaldi, vicedirettore del quotidiano Libero e responsabile dell’edizione online dello stesso giornale, svoltosi nell’aula video del nostro Istituto. Come funziona un giornale, il mestiere del giornalista e l’importanza del fare il giornale nella scuola sono stati i temi più trattati e spiegati in modo chiaro e professionale.

All’intervista aperta era presente tutta la redazione, il dirigente, la professoressa Santolini e la 3D (plesso Tabacchi). Gabriele Sommella lo ha ringraziato per l’attenzione che la sua testata ci ha dato sul premio “Fare il giornale nelle scuole” per cui siamo stati premiati tra i 10 migliori d’Italia dall’Ordine dei Giornalisti.

Qual è il ruolo del direttore e del vicedirettore?

Intervista a Senaldifoto 3«Organizzano la propria squadra (ndr. sorride), la coordinano, decidono quotidianamente la gerarchia delle notizie, si occupano della titolazione della prima pagina, stabiliscono chi fa cosa o chi si occupa di un settore piuttosto che di un altro. Solitamente la scelta avviene in base agli ambiti di competenza di ognuno. Un bravo giornalista deve conoscere bene la materia, solo cosi possono essere rispettati i criteri di originalità e di completezza di un pezzo».

Cosa deve avere un giornale?

«Identità. Ad esempio, il vostro Fuoricl@sse è stato premiato per avere una identità forte in un contesto scolastico: è riconoscibile, ha un proprio lettorato di riferimento, ha capito quali sono gli utenti, ed è positivo. E poi deve dare molta importanza alla notizia. Deve uscire il prima possibile, cercando di precedere gli altri, e deve essere disposto a cambiare tutto anche all’ultimo momento».

Come si diventa giornalisti?

Intervista a Senaldifoto 4«Bisogna innanzitutto avere passione e iniziare presto a scrivere. Esistono delle scuole che preparano alla professione. Un giornalista, per essere tale, deve superare un concorso nazionale dopo avere fatto pratica per almeno due anni in una redazione. Io consiglio di imparare benissimo l’inglese, saperlo scrivere, fare qualche anno all’estero in un paese anglofono e identificare la propria competenza, diventando un grande specialista e punto di riferimento di un settore specifico. Questo farebbe la differenza».

E che ci dice della pubblicità?

«È fondamentale. Ha un’influenza notevole e se non ci fosse probabilmente non potrebbe esistere nemmeno il giornale. I soldi arrivano dai lettori e dalla pubblicità. Gli interessi economici sono rappresentati dalle quote entranti che pubblicizzano, senza dimenticare l’aspetto deontologico e la pluralità delle informazioni».

Cosa è l’Ordine dei Giornalisti?

Intervista a Senaldifoto 2«È la struttura che ci governa, che ci tutela, che garantisce e decide chi diventa giornalista o no, che sancisce le regole etiche e comportamentali da rispettare».

Web o carta stampata?

«Entrambi. L’online è più immediato, con notizie sempre fresche. Il cartaceo è più impegnativo perchè presuppone una costruzione pagina regolamentata (numero di battute, foto, etc.) e ha approfondimenti editoriali».

Un consiglio a Fuoricl@sse…

«Non smettere mai di raccontare».

 

Alessandro A. – 3D, Tabacchi

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